Una agente dell'Interpol sfrutta un turista americano nel tentativo di sfuggire a un criminale con il quale in passato aveva avuto una relazione.
L'agente dell'Interpol sarà Angelina Jolie mentre il turista americano Johnny Depp.
Vedremo http://bit.ly/abSIPG
giovedì 25 febbraio 2010
Il Giardino Dei Limoni
Titolo originale : Etz Limon.
Produzione : Israele, Germania, Francia, 2008.
Genere : Drammatico.
Durata : 106'.
Regia : Eran Riklis.
Cast : Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Tarik Kopty, Amos Lavi, Amnon Wolf, Smadar Jaaron, Danny Leshman, Hili Yalon.
Trama
Salma è una vedova palestinese che vive da sempre nella casa di famiglia, devota al giardino di limoni che per anni ha coltivato assieme al padre. Il suo piccolo appezzamento è proprio al confine tra Cisgiordania e Israele. Per il ministro della difesa israeliano, suo nuovo vicino, quegli alberi non sono altro che una minaccia alla sua sicurezza: devono essere abbattuti. Ma le richieste del ministro si scontrano con la determinazione di Salma: la donna è disposta a sacrificare la vita purché il frutteto resti al suo posto. La questione viene portata in tribunale: ma a complicare le cose arrivano il suo giovane avvocato, che non è indifferente al fascino di Salma, e la moglie del ministro, intrappolata in una vita che probabilmente non vuole più.
Fonte : Recensione Film tv
Un piccolo gioiellino rigoroso, ma anche convinto del messaggio di cui è portatore.
Un conflitto senza fine viene riportato e vissuto allinterno di un piccolo giardino di limoni, oggetto della persecuzione dei diritti umani di un popolo senza giustizia.
Una donna lo coltiva, è tutto quello che le rimane della sua famiglia, con il marito morto prematuramente ed i tre figli lontani da lei, fino a quando il ministro della Difesa (o meglio dire dellattacco, rappresentato come una persona quanto meno superficiale) si trasferisce al confine con la sua proprietà.
Il frutteto viene a questo punto visto come un pericolo, quasi fosse una foresta irta di insidie.
Questo piccolo luogo è vittima dellipocrisia (in unintervista si sente il Ministro dire che è ingiusto sradicare alberi millenari, ma si sa che è facile palare quando gli interessi sono lontani dal proprio quotidiano essere) e diviene simbolo azzeccato di una visione dinsieme più ampia.
La donna lotterà con tutta se stessa per i propri diritti (abbandonata anche dal credo del suo popolo che osteggia il suo rapporto con il giovane avvocato che gli regala forse lunica vera felicità di tutta la pellicola), ma dallaltra parte non ci sarà spazio per il suo ostinato, quanto ragionevole, punto di vista.
Solo la moglie del ministro si dimostrerà sensibile, forse perché vive la stessa solitudine della vicina, abbandonata in una villa senzanima, circondata da soldati e sola nel suo vivere giornaliero.
Bella sceneggiatura che, con semplicità e determinazione, riassume la storia di due popoli nei loro credi e nei loro limiti.
Impossibile non commuoversi di fronte alla protagonista (bravissima lattrice), alla sua solitudine ed al legame con la sua terra.
Commovente ed ingiusto (ma tutti i sacrifici che subiscono i due popoli valgono davvero la pena degli ideali o forse non sarebbe meglio saper ascoltare?), un colpo al cuore che serve per non dimenticare che, di fronte a tante ingiustizie perpetrate nella storia, ce ne sono tantissime che ancora oggi proseguono senza destare più impressione.
Coinvolgente e ben fatto con un finale congruo al resto dellopera, daltronde i finali felici esistono solo nei film americani, come dice lavvocato. http://bit.ly/cfF10G
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